Semplice non vuol dire facile!

Sono sempre stato uno sportivo, per anni lo sci  è stato il centro della mia vita, gareggiavo a livello agonistico arrivando anche in Coppa Europa.

Lo sport mi ha insegnato tantissime cose e c’è una lezione che non ho mai dimenticato:

quando un professionista sa sciare veramente, veramente bene, sciare sembra facile.

Se guardi uno sciatore eccezionale i suoi movimenti sono talmente fluidi e naturali che sembra che non stia facendo il minimo sforzo,  sembra che quello che fa sia la cosa più semplice del mondo,  ecco perché guardandolo,  sciare sembra veramente facile.

Se, al contrario, guardi uno sciatore mediocre, nel suo viso vedi la fatica, nei suoi movimenti noti lo sforzo e la difficoltà e ti rendo conto di quanto sia difficile e complesso quello che sta facendo.

Cosa vuol dire tutto questo?

Vuol dire che più una cosa si avvicina alla perfezione, più quella cosa sembra facile.

SEMBRA facile, perché in realtà non lo è, anzi.

Quello che all’esterno SEMBRA facile è i risultato di giorni, mesi, anni di prove, di esercizi, di sacrifici.

Non è facile, è fatto in modo così semplice, così naturale da sembrare facile.

Questo mi fa pensare alle mole.

Apparentemente sembrano facili da fare, ma è esattamente il contrario.

All’interno ci sono circa quindici sostanze che devono essere dosate con una perfezione quasi maniacale, sbaglia anche solo una piccola percentuale tra tutti i prodotti da mettere e il risultato finale sarà disastroso.

Inverti  anche solo un passaggio, mettendo prima un prodotto che bisognava mettere dopo e le mole saranno da buttare.

Se anche una sola sostanza su quattordici non va bene, perché non è il prodotto giusto o perché il fornitore ti ha consigliato male, hai sprecato tutto l’impasto.

Sbaglia il tempo della cottura e tutto sarà da rifare.

So bene tutto questo perché sono solo alcune delle cose che abbiamo imparato sulla nostra pelle a suon di tentativi e infinite prove in questi ultimi anni.

Come dicevo le mole hanno una quindicina di sostanze all’interno, molte di queste sostanze sono “alternative”, ovvero frutto di una lunga ricerca di materiali che cercano di rispettare il più possibile l’ambiente e la sicurezza, materiali che vengono riciclati nell’ottica di un’economia circolare.

Sono tutti materiali naturali o riciclati quelli che usiamo?

Purtroppo no, non siamo ancor riusciti ad arrivare a questo, ma ci piacerebbe un giorno poterlo fare.

Riuscire a creare una mola “perfetta” è un’impresa difficile.

Avere una mola che montata su qualsiasi tipo di macchina faccia un ottimo lucido, che prenda la sagoma del vetro sin da subito, che riesca a lucidare con un solo passaggio,  è un risultato che si ottiene quando la mola è perfetta, talmente semplice da usare da sembrare facile da fare.

Io che le produco so che non è facile, anzi è esattamente il contrario.

La semplicità è quando fai una cosa difficile talmente tante volte che ormai la fai senza neanche più pensare ai passaggi.

Quello è il momento in cui complessità e semplicità si incontrano  e tutto si trasforma diventando “normale” da fare.

Esattamente come quando sciavo, so che più una cosa è semplice da usare e più sembra facile da fare.

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